Analisi del voto 2/ Vince chi ne perde di meno

Sono fiorite analisi del voto un pò ovunque, quindi non vi tedio su quelle nazionali. Ne trovate di interessanti qui, qui e qui.

(anche perchè quelle dei quotidiani nazionali mi sembrano abbastanza semplicistiche). Ho provato quindi a darne una variante ed a concentrarmi sulla Toscana. Avevo preso Pisa e Siena, ma mi sono accorto di una certa differenza, che ritengo dovuta al caso senese, quindi ho aggiunto un ulteriore comune sopra 15ooo abitanti, Campi Bisenzio, per capire meglio quello che era successo.

La prima parte è un’analisi meramente numerica, nella seconda provo a darne una lettura politica, quindi più soggettiva.

Metodo: secondo me l’unico dato confrontabile con le elezioni comunali sono appunto, le elezioni comunali precedenti. Avremmo al massimo potuto confrontarle con elezioni regionali, ma non le abbiamo recenti, e quelle politiche hanno un altro significato, ma lo riprendiamo dopo.

Partiamo dai risultati di ieri:

Comunali 2013
TOT CSX CDX PD PDL M5S
PISA 38401 20538 4864 13459 3775 3239
SIENA 29133 11520 6809 6483 2071 2494
CAMPI BISENZIO 15794 9819 1855 4723 1443 1654

con le seguenti percentuali:

Percentuali
CSX CDX PD PDL M5S
53,48298 12,66634 35,04857 9,830473 8,434676
39,54279 23,37212 22,25312 7,108777 8,560739
62,16918 11,74497 29,90376 9,136381 10,47233

Mi fermo un attimo per una prima annotazione. Il PD in Toscana è sempre alleato alla sinistra sinistra, mai al centro, Lista civica di Monti non esiste e praticamente non esiste più l’UDC: il sistema è maggioritario e al centro non sembra esserci spazio. Il PD non arriva a picchi di eccellenza (il 35% di Pisa è alto e importante, ma il 40% di Arezzo è lontano).  In pratica, senza il PD, alle nostre latitudini non si vince mai, ma il PD da solo non basta e si deve alleare con SEL e con liste civiche su cui scarica i “delusi”. (Questo significa che in Toscana governare significa chiaramente conquistare la leadership del partito o della compagine elettorale con primarie o con congressi, anche da posizioni critiche)

proseguiamo:

Comunali 2008/Siena 2011
TOT CSX CDX PD PDL
PISA 59407 27075 18503 20577 13752
SIENA 33781 17802 5933 11723 4346
CAMPI BISENZIO 26175 12746 6112 7946 5553

La differenza in termini assoluti è la seguente:

Differenza voti
TOT CSX CDX PD PDL
21006 6537 13639 7118 9977
4648 6282 -876 5240 2275
10381 2927 4257 3223 4110

in termini relativi il dato si fa più impressionante:

Differenza percentuale
CSX CDX PD PDL
31,82881 280,4071 52,88654 264,2914
54,53125 -12,8653 80,82678 109,8503
29,80955 229,4879 68,24053 284,8233

Proviamo a leggere questi dati da un punto di vista politico. Significa che l’astensione colpisce durissimo tutti rispetto a 5 anni fa, e significa che chi si propone in maniera alternativa al centrosinistra, come M5S a livello amministrativo non è ritenuto credibile di fiducia. Significa che il PDL, in Toscana si è liquefatto, arrivando a diventare un sesto di quanto valeva 5 anni fa, eccezion fatta per Siena, che respira un’aria particolare dovuta alle vicissitudini MPS.  Che il PD quando va bene (a Pisa) perde un terzo del suo elettorato ed arriva a quasi a dimezzarsi a Siena, con tante colorature intermedie.

Significa che il PD semplicemente sta meno peggio degli altri competitor. Forse perchè usufruisce di un radicamento territoriale ancora presente nel territorio che enfatizza il suo ruolo quando la partecipazione è scarsa. Probabilmente perchè la classe dirigente locale è giudicata molto negativamente, ma le altre ritenute peggiori.

Aumenta il peso delle liste civiche a sinistra e sensibilmente anche della sinistra storica. C’è una richiesta di una maggiore radicalità di proposta e non di moderazione. In pratica l’elettore di centrosinistra, anche se critico, pare rimanere nel suo alveo. l’elettore di centrodestra sembra stare a casa.

In generale, ed è il dato che ritengo più rilevante, anche a livello locale, la credibilità politica è molto bassa, e non si va più a votare neanche il vicino di casa che si candida a consigliere comunale, tanta è la diffidenza e la scarsa fiducia nel sistema. Segno dei tempi, richiesta di rovesciamento di paradigma, dalla costruzione dall’alto, ad una proposta aggregativa dal basso, che mobiliti la gente.

Vince chi riesce a motivare il suo elettorato ad andare a votarlo, ad invogliarne la partecipazione, aggregandolo e facendolo sentire squadra. Vincono candidati anche atipici (Marino), intesi come alternativi.

In sintesi, l’evaporazione del PDL, la liquefazione del M5S rendono il PD percentualmente più solido. Ma il malato è grave, e si chiama credibilità.

 

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